*La finestra della Legge
20. ritorno
ritornare al mio silenzio
al nostro corso su due cigli
in questo grigio di parole
affondo fra cuore e corpo
innaturali abissi del buio
e nel veleno gonfio della notte
passa illusoria ogni certezza
i miei sono tempi d'affetto, nuovo
come Ulisse nel bianco del volto
cercava in se la terra amata
19.
quel silenzio che conto
nelle gocce di nebbia
è un'abitudine
se quello che ho nel petto
aderente alle vene
fra gli spasmi di un buio
sul corpo che senti
nei panni che svesti
infine penetra
fra le parole in bocca
tiene la notte per mano
amandosi come si può
18. Io non ho guardato la luna
Anche tra le lenzuola
litigano i pensieri strappati
sulle promesse ci sono viaggi di lacrime
un sapore disorienta linee,
una metropolitana sulle labbra
obliteri il linguaggio in carta di riso.
La camera è chiusa di buio cobalto
mi chiedi se sono triste,
io non credo che guarderò la luna.
17. Tre righe e un urlo
"Ma che senso ha parlarne oggi
va bene però non capisco i tempi
e alcune osservazioni...
poi passano", anche a me
diceva che avrebbe voluto piangere e restituire alle pareti
la polvere che si perde nella luce
e con quella la rabbia e il dolore.
Mi diceva di parole
strappate agli angoli
impresse e visibili
su altri altari... sono
patinate come la notte
lenta, lentamente
un'altalena d'inverno
che confonde il vento
con il freddo
che febbraio ha sulle parole,
la sua fragilità cade.
"Se morire significa non vivere.
Mi hai già ucciso non muoio perché la lama è ancora dentro, cerca".
16.
E' quasi l'alba fuori, nondimeno
la parola risacca nella notte
scopro anni aperti sulle vele
e quel sedime di mare è pelle,
sfumature naturali in coperta
scorrono ricordi a piedi nudi,
restare distante dalla tua riva
lenire l'essenza greve e lieve.
Scriverò testi con John Lennon
in assenza di interlinee emotive,
osservarti, è un bene superfluo.
15.
Sovrapposto alla cenere
si propongono al cielo, linee di steli
paralleli e fitti occhi fioriti alla luce
sono fragili al mattino i nervi della mano
anche se non sei qui, anche se
è tenera la polvere d'aria, volteggia
in fasce di stagione, uno spartito opposto
uno spirito di versi sparsi,
orizzontale, sulle rughe morali
posso ballare nudo dentro incertezze
e vibrare in note di esitazione
inspirare polline su rossi prati di fioritura
sdraiati e calpestati. Sul palco irregolare è in scena
un demone canta di una luna ardente,
sorride al neorealismo post bellico
cinge la veglia l'orco aderente come corteccia.
Raccoglimi con dita cieche nel principio scritto in braille
quando scintilla la notte alle pupille
e pari al giorno respira nei polmoni densa di esempi e filamenti.
0.
Sollazzevole andar per news quando si ripete in spirale concentrica la vita ed il telegiornale .. oggi come allora cade qualcuno dalle mura di Lucca aumentano il prezzo i libri delle scuole a dimostrare che l'estate è finita. Ogni autunno ha il suo calore dentro le polemiche dei Comics and Games nel crepitio di una passeggiata e .. definirlo autunno caldo poltrone serale di angoscia sarà la scelta del miglior talk-show politico. Panettone, presepe, nuovo anno e colomba c'è chi scende in piazza e chi scende in beach. Qualche crazy di un islamico taglierà la testa a un povero cristo, pioveranno perle di kalashnikov in nuovi e vecchi paesi, fra lacrime colme di imbarcazioni disperate mentre un netturbino, insegnante, operaio, dipendente, autonomo, artista, ballerino, pensionato, pasticcere e fornaio scorderanno anche il nome dell'ultimo santo patrono e protettore. Primavera di colori sui cartelloni delle prossime elezioni risolveranno i problemi del lavoro e dell'accesso al credito, le banche sbancheranno il banco le assicurazioni rassicureranno con top manager e projet difensivi e .. Fukushima, le trivellazioni nell'artico, una cina inquinante saranno materia per le Iene. Bhe! non vedo l'ora che torni l'estate.
14. Smarriti
Non è piú una via, uno spazio,
il tuo corpo è un luogo cupo
un inganno, più non seguo e sento,
anche per te, lo stesso
sogno riposto in anse d'anfora.
Condividere, dello infrangere
i rumori più vasti, ma immoti
posiamo la nuca su altre plaghe.
In ruvidi scogli cerchiamo noi,
assommando resistenza ai dubbi.
Sono resa nuda della marea,
difficile contenere il pensiero
privo di passi e terra.
13.
Ho portato sulla pelle
il mio desiderio, e,
il credere la realtà,
meglio breve
alla luce della notte,
meglio il giorno
in cui ho tentato
di affogare.
Ho scritto il nome di mia figlia
ed ora appartiene ad una donna
che ho amato
che strano l'inverso del suono
negli albereti
è musica in controtempo.
12. La vita al contrario
Non eravamo certo pronti
a respirare a sincrono
al fessurarsi degli occhi
e non scoprire sottopelle
un punto di luce, non basta
la spigolatura del fato.
(Io non posso amarti oltre
vivo un'assenza serale
un silenzio liso, opaco
come finestre d'ospedale
)(
tu che sei capace di piangere
e un viso sano nelle mani,
hai l'attitudine a un rientro
come una chiocciola audace.)
Di questo parleremo nei ricordi
ricorderemo i sogni come veri.
11.
È un errore nelle notti
assumere voci,
dosi di sentimenti,
e rimanere
immobile
fiorire nel sorriso
che un grido
denso entri nella debolezza
dei ricordi
nella gioia e l'amarezza
con opposta fenditura,
lanostra incertezza,
segna il viso.
10.
Io non so
il male veramente
nuovamente.
Sarò ferita
taglio sulla corteccia
una lesione sull'asfalto
sarò quella cima
di boschi verdi,
collina
sopra la nebbia
di un qualunque giorno
nei cristalli di Gennaio.
L cenere brucia il giorno ancora muto nell'alito riscontro del cielo il suo rifiuto e guarda gli uomini con occhi differenti la vita non premia i primi ne i perdenti.
9. That's fine for me (rev.)
Questa età lascia il dubbio
di un giardino invernale
solo pulsioni di nervi interni
tra incroci e qualche croce
luci e rumori di una corpo
vorace dentro la gola
c'è ancora qualche pazzo
che indossa una cravatta
a tinta unita, senza amore.
8. Le linee parallele e l'infinito Allontanarsi -da me o da te- una cecità mi è equivalente a palpebre abbassate, inghiotte diottrie indifferenti alla realtà. Questo chiaro di fogli nella buia parete luccica di sogni nel crespo dei giorni.
7. La cella
Vero è quel dolore che lentamente affiora
e segna la pelle dove l'altro cerca il sale.
L'altro è falena cieca che solo muove l'aria
e dell'orgoglio il livore,
voce breve d'eco la trama e la morte.
Lei non ha espresso desideri,
la moneta ha doppio il pegno, luna e notte,
riflessa nell'occhio del pozzo non per amore
voleva morire e prima scelse di odiarlo.
6. Elemento
Ho parole sbagliate.
Per le nostre distanze
è inconciliabile tenere
gli spazi dentro il centro/un cardo
e temere ruvido il confine,
so che tornerò a sorridere
e tu ad amare,
in altro tempo in altri corpi,
ho intriso parole spontanee
di gesti fragili e resa labile
si posa lì la natura, il dovere
su ruggine e sedimento,
c'è l'atto non il desiderio.
5. Intero
Si è resa cieca la strada lucida
dove si frantuma
il silenzio ovattato nel rumore
e l'odore di smog e pioggia,
stilla intermittenti colorazioni
nei volti immoti di giovamento,
sulla pelle l'incertezza d'aria
grigia, tristezza dei quarti
tagli di cielo; quaggiù
nei minuti iniziati incompleti,
come l'abbraccio di Giuda
ancora caldo, in questa città
l'intero si chiude e dentro
lentamente mi attraversa.
4. Rapporto
Il corpo crea la nostra necessitá
per la materia stessa di essere
molteplice ambiguitá nel respiro
e moltiplicatore di desiderio,
illusione di una fioritura sulla bocca
che contrasti col venire fra le parole,
soffoca l'acredine umida, con fantasie,
la carne
paga, il debito corrente in seme
su un terreno corporeo limitrofo, a pochi
passi dal dubbio e parole raccontate
con imperfezione.
Uno sguardo bianco ormai solo
come un chicco di grano su un foglio.
3.
Mi piegherò come un giunco
perchè la corrente è continua e decisa nel verso
appoggerò sul brivido scorrere dell'acqua il fumo delle foglie
non è escluso che perderò
cederò
rami secchi logorati
dal tempo e dai ragni.
2. Memore
Contrattilità nervosa e faccia in giù
ripongo, la difesa sul taglio del ciglio.
Il limite mio passato non beneficia di orli
intesse uguale la veste di vermiglio,
il tono, recede, nella vena altra cura.
Baciare il sangue dove trama il pruno,
plica il negato e la viva luce oscura.
Precede il gingillo delle stelle
il nascere e soddisfarsi della notte,
abbandonarsi è ragionevole
e ritirarsi nel calore di un corpo è altro
che pietra uguale alla premura del fato.
Il seno alle mie labbra è memoria silente.
1. Importa?
Non m'importa del tono del nero
il non colore che non esiste
imparziale divergenza
io nasco da fauci grevi
del benessere e per quanto misero
il pensiero pone una croce
su queste spine
fatico a porre un fiore.
Non m'importa del sangue
della carne lo squarcio
nel tentativo di svellere
un nuovo sguardo
basterebbe.
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