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*21.
Ho voglia di dormire o rimanere
sulla soglia della porta del mare
risacca di stelle, nella notte vederti
ancora qui nell'attesa dei ricordi
-direbbero una concertazione
di diotrie estese nel profumo delle lenzuola
e poi dimenticare, scordarsi il bene
e i giorni di ottobre, di pioggia non ancora invernale,
delle labbra morse nei sorrisi dopo l'amore.
La voglia di trattenere nella nebbia l'indice umano,
-direbbero uno scostamento
quel siero amaro che non si addice al perdono
quel consapevole timore di avere baciato un errore
al silenzio, bianco convolvolo nato tra i farmaci
lega di doppie negazioni la realtà
un male semplice che odora le strade
che si meraviglia della luna
e dell'ordinario che altera la vita.
20. Cuneo comprensivo
Lasciarsi l'angoscia dopo il caffè
e neanche un grattacielo riflesso
solo un semitono di dubbi e di versi
reticolo pulsante di ventricoli acerbi
un interscambio aereo soppresso
e sprecare il bene a divergersi.
Mi manca la nonchalance del tedio
l'idea annoiata della soglia esposta a sud
quando un fiato rigido nella nebbia rimane
spettro impalpabile in terra lesa.
Mia figlia adolescente addensa lemmi,
conta conchiglie a Plymouth
fra chicchi di pioggia sul selciato,
suo cugino arriccia cibo con dita unte
vicino ad Amsterdam, un tempo
rovinoso alla fantasia e ai denti.
Stare, ha grinze marginali,
mani vecchie come il peso dei sorrisi
lasciati in sogni di foglie autunnali
quest'ora
iniqua e intima, liquida falsi tormenti
di una cravatta azzurra ben messa.
19. Fede
ti sono accanto uguale ad un bambino
come ombra seguo i tuoi passi, osservo
lungo il giorno nelle distanze, il centro
è cardine dei miei errori, lancia di gioie, e,
dolore al corpo riveli, il bordo delle labbra
il cammino vago, e, nudo rimango
agli occhi del tempo, ricordo che so mentire
per il paradiso o ad altro ancora di più.
18. La poesia non sorride
Ossidiana i miei capelli,
la bile di un re o lo sputo del bene
nel germoglio indefinito dei semi,
la cura delle mani come appelli
nel disordine
fra gli astri di dio e perdersi.
Tu hai smesso il sorriso,
quando non riesci a sorridere
al mondo, anteponi sinossi
all'intimo radiare della parola
e percorri, nei letti dei fossi
la sera
scorre ansia e plasma sociale
ondeggia piena d'immagini
un mite inferno cui risponde
l'eco, si contrappone alla voce.
17. Per la morte di un Poeta
Di questo più avanza
o troppo poco resta
nel tempo di un caffè
nero mi copre il manto.
È leggera questa notte
non avrà ombre il buio
sul mio volto è preferito
un fiato tenue, sospeso
nella bocca abbandona
il rumore di un giorno.
16.
Non è facile tornare
e parlare d'amore
dentro questo corpo
non sarò mai buio
più di così
l'altezza delle ciminiere
ripiega su spalti erbosi
gli stessi vivi di sangue
per un amore vero
o atti di fede nell'ombra
dei colori come punte
di spille e stelle
i gangli di memoria
sbiancano nell'aria
di ogni cosa persa
un riff ambiguo nel petto
un odore di natura
si profuma sulle labbra.
15. Pùlpito
Era mattina in centro
nella fuga verticale delle pietre
la Signoria spezzava l'ombra
e, delle parole amore e vita
nel gorgo grigio della bocca
sfioriva la libertà dell'indice.
Anche Dio ha i suoi racconti
e fiato come letture d'aria
al fresco della sera, odiami
per le paure e l'incertezza
tratte su occhi antichi
e redola di un nuovo tragitto.
14. Libera
Se riconosco la tua voce e l'importanza dei passi
condivido gli occhi nel colore dell'aria
ma tutto questo dolore scritto
è una bibbia endemica sulla pelle
nelle paure patinate senza il vizio del suicidio,
si incrociano travi, astri e
spolveri sul buio l'affresco scelto.
Ore di righe mi delineano, il giorno
sulle corde di un trapezio, nell'antro della gola ipocrita
oscilla lo stesso piacere,
gridano pietre e domande
non riposa l'assedio folle al destino
cresce lentamente
come una rosa sboccia nella serratura.
13.
all'eco convesso del destino
aderisce il tuo silenzio nei rumori
il respiro degli occhi come la natura
sulla sabbia si bagna di onde
un'attesa accanto breve e infinita
una dorsale di timori e sogni
ancora gocce di sale che trama
domicili nuovi per un viaggio
prossimo al fuori brucia senza grida
12.
Come acqua entrare nelle crepe
smarriti
nuovamente in momenti, soli.
Quanto, ancora ragazzo sulle dita umide,
ho riconosciuto l'innocenza dei desideri?
Nel chiaro della controscena ripiego ogni spina.
11.
Nel silenzio della sorte
cerco di compiacere gli astri.
10.
Non perdermi nella follia delle parole
stendo il tempo bianco sui fili
nei lemmi spogli di forma, galleggiano
le ombre delle foglie nella corrente.
9.
Il vetro tra sopra e sotto s'infrange
su fili di saliva, sulle dita
nelle mani un nervo che cresce
e baci di parole
flutti di consonanti antichi.
Non sono ciechi i sentimenti
si rigenerano dentro ascensori
pulsano negli androni per nutrirsi
con la fatica degna del giorno
tu sei, più di me
un sogno o un sorso di sconfitta.
8.
Questo vento senza nome
è un preludio alla pioggia
pneuma d'un cielo scuro e duro,
è lente riflessa di tempo, oppone
uno specchio d'acqua consumato
nelle fronde di un salice purpureo
e foglie cadute alla memoria.
7.
Pide un deseo
Necesito decirte
que tu piel tiene un sabor
que tus ojos reflejan
el verde entre el cielo y el mar
La luna ha estado generosa.
6.
Se è vero che questo cielo parli
può ridere e soffrire o sanguinare
stillare alle labbra le gocce perse
per un vuoto e un attimo d'attesa.
5.
Dimmi se
si sommano i volti in tutti quei numeri
se si appartengono solo le coincidenze
ossigeno l'ultimo crollo di un ventricolo.
4.
Ho dubbio su ogni parola.
E' stato così leggero averti
accanto a bolle cadenti.
3.
Per stasera mi basta.
Il soffio stride nelle corde
è carnale il cancello
che si ossida in solitudine.
2.
E poi il riflesso nel vetro.
Lo sguardo lucida il tempo
vivi nei pensieri e gocciano
spazi erroneamente spaccati.
1.
A che pensi?
Al neutro che copre una parola intima
aderisce al corpo, un souvenir nei ricordi.
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