Passa ai contenuti principali

100 unità


Ti abbraccio lungo tutta la notte 
nei nervi asciutti che scuotono 
il sonno opaco delle luci immote, 
si addensa nel grigio dei corridoi 
e della mente il male innocuo, 
abitua gli attimi a lunghe attese 
ed altri, molti altri respiri 
trattengono al petto gli spettri. 
Disimpegno questa stanza di periferia 
gli angoli e le finestre in transfert, 
un'analisi di un'analisi sono due analisi, 
anche quando ho smarrite stelle nel giardino. 

Sotto la scritta "Gelsomino" si raccoglie la vita 
parla nei citofoni di un posto a cui nessuno 
con bocca amara, si ciba d'amore. 
Inghiotte volumi serali di pensieri arrendevoli 
per compiacere gli astri, solo a quelli,
riserva i posti migliori nei desideri.

Una pietraia di volti semivivi come me piange
nei riflessi di un cielo nuovo come me sorride.
















Commenti

Post popolari in questo blog

Vorrei che i miei occhi

vorrei vederti nei miei occhi  e nei vent'anni farti vedere 

Riflessioni di Marzo

27. Poesia del desiderio Poi alla fine del giorno questa notte nera si completa di maree maree che danzano alla luce della luna rivederti sentire il caldo della tua voce le parole che tengano sveglio ogni mio nervo mentre queste lenzuola con altre condivise diventano uno spazio chiuso. ​Sento che è mancato qualcosa o un troppo che ci invade fra noi il destino è stato avaro nell’impossibilità di comprendere nella difficoltà di spiegarmi mi rimane solo il desiderio, irrazionale, che fra i tuoi occhi non è mai mancato. 26. Biancospino Aderisco a questo giorno, seguo l’ombra immobile e i miei passi percepiti in spaccati di nuvole ritagliato in una promessa di cielo mi accorgo della luce e dell’ombra di quanto lontano sia ormai ogni respiro ogni mia ansia difende un rigo di giovinezza mentre il passato è scivolato via veloce come l’adolescenza su questa vita, su questa salina bianca dei monti scesi tra moti dei torrenti continui e interminabili diventati ore ferme un mezzo, una ...

Il cielo cambia colore

Quando il respiro ci assale d’improvviso,  il cielo cambia colore  sotto i nostri occhi lucidi;  nel filo delle lame delle parole  sfilano, come giorni, gli ultimi storni,  disegnano geometrie mobili,  impazziti nelle ombre delle nuvole,  mentre  il ventricolo sinistro del cuore  sarà il primo e l’ultimo a soffrire.  Nel freddo calcolo preventivo  le trincee si bagnano del mondo.  È molto tempo che non dico di amarti;  preferirei, in inverno,  ascoltare i tuoi sorrisi,  avere un ricordo da guardare,  un timido cenno di caldo, come in Vivaldi,  quando il respiro ci assale.