Passa ai contenuti principali

Diviso

 



Una plaga di sabbia o mare 

fra un estendersi 

in terra umida o volgere 

al cielo i nervi del germoglio

il dubbio

quindi il vento passa,

come il tutto,

nei rumori del giorno

e muove su ombre

in angoli di parole,

rantolano, per altro,

le ellissi della vita, e,

la Fuga minore di Bach

il Guernica di Picasso

l'Urlo di Ginsberg

non ha luce, l'idioma

attillata al dorso della vocale

pende quale corpo nero,

di un Cristo crespo

che rende ambiguo

il legno.



Commenti

Post popolari in questo blog

Vorrei che i miei occhi

vorrei vederti nei miei occhi  e nei vent'anni farti vedere 

Parigi

equidistante il giorno, il buongiorno  e le brioches 

Riflessioni di Gennaio

*Ricordi 19. Anima Ti ho visto dentro quel riflesso, gridare e piangere, cercare un conforto che non sai chiamare. Smarrito, sordo nei labirinti di un piano qualunque, nell’ovattato silenzio di un albergo. ​Ho visto il palmo asciugare il viso e le mani strette chiudere urla. Hai reso il dolore un luogo intimo: non restituisce, non cede e non toglie. ​Ho visto, in quegli occhi, annegare il fiato dell’anima senza una chiave d'approdo. 18. Sono qua nelle ombre mosse una luce artificiale e nuove forme camminano nei miei passi, ai fianchi porgo l'ascolto alle parole quando si infiamma l'anima e diventare cenere, grigia è il tenere fuori le paure, il patire nei propri confini manca dell'attesa di Perseo e su ogni riflesso premia come una sfera del destino prevede il silenzio. 17. Il seno caldo dell'amore e le costellazioni della pelle luccicano il corpo, il nostro tempo non sa le lacrime cosa contengono. 16.Tendenza Gli atti mai scritti e quelli non visti il ...