20. Punti (*)
Al tuo respiro nel petto
il moto di un mare dolce
mi adatto
al buio innocente dei sogni
ai cerchi dell'acqua
alla conta verde degli anelli
all’abisso minimo di un rumore
eppure levigo
sulle macerie le opposizioni, e
nel dare un nome ai sentimenti
che cibano l'odio e le paure
il non voler soffrire stanotte
inghiotte le punte delle spine.
19. Storia politica di un lunedì d'agosto
Non sono molto stanco ma tu
hai riposto il lembo del caldo
nella noia che persiste
fra il cassetto centrale dell'intimo
e quello subito sotto
dove squadri le cravatte
hai personalizzato in quarti
le emozioni della vita, e
nella misura, come circonferenza,
oggi la taglia del problema è l'ordine
è il rifugio nelle ombre della stanza
un peccato capitale l'inganno
nella luce o nel buio che senti
una morte è stata illusa e poi tradita.
18.
Mi abbracci quando, mai
hai contato le dita
e contratto il cuore
fra le mie parole estive
il profumo del bianco,
dell'erba incolta,
lo conserverò tra i libri
nella stagione fredda
nei rivoli di condensa
scende a ogni luna
nell'argento e vetro,
segno l'indice e vivo
un promemoria di ricordi
al tuo volo dentro
un nido di rondine.
17.
Dimmi se sei felice
se sinuso il salice nel giardino
ha il soffio fresco dell'erba,
se fra le foglie sicuro il vento
bisbiglia negli occhi della sete
accarezza la terra, il mio palmo
manco di tenerezza
le ombre scure delle stelle
brezza di scie spontanee sul ciglio
mi perdono
in te, nient'altro voglio.
16. Pali neri
fra tanti pali neri
di cotone e seta
il lutto si prolunga
fin nei sandali
ai piedi una soglia
indefinita è spoglia
nel dolore; dal colore
di vesti consumate
abbinate al caos
resta la fuga o resa
ricordi...lo sguardo
fra una riva senza mare
e un velo privo di volto
non ha più nuvole
questo nugolo di cielo
l'infrangersi addosso
del rosso sospinge tonfi
senza nome e memoria
15.
Avrei preferito tentare in bordi lisci
e far fluire con occhi nuovi i passi
ma è prassi spostare l'ombra
dei sassi nel cielo, l'indice grovigli
e le parole vere
dica Israele che egli è morto/buono,
su questa terra,
ogni accento vuole un punto di luce
anche se illuminato un endecasillabo
non disseta un altro tempo.
14. Mia gola
...dio mio
ammiro molto
la fiera certezza
pesante accarezza
il mio incerto.
13.
Prima della memoria
prevalse la rabbia
una giustizia in parte, un morso
e attese la distanza, nei respiri
il buio di ogni amara rivincita
discende
come resa
oggi, leggimi la mano e vedrai
che altro nasconde l'odio
fra quelle vie la paura piove
una compensazione indifferente
dove la fede ha il suo specchiare
in ricordi
ci incontreremo mai a parlare? noi
fermi dentro il giallo del semaforo
nella voce che circoscrive l'aria
a deglutire i gesti
in segni di spunta sul domani.
12. Ballavi
Arrocco il silenzio,
tu mordevi la notte
nell'eccesso, forse
incontrarsi in diagonale
fra le radici delle ortiche
e il corrimano dei metrò
ci impone il bianco o nero.
Il fluire di repliche
scorre in previsioni
di mosse, di tempo / di mosse nel tempo.
11. Bianca
Il cotone chiaro
bagnato
ma l'amore
non è filtrato
strappata dalla pelle la voce
dipinta sulla piuma
della vertebra sinistra il suono
copre una cicatrice,
inclina me a dimenticare.
Il prezzo del vento
quando dici "vieni"
è un colore
troppo scuro,
non ha rischiarato
nessun luogo
è un verso spoglio
un diverso tragitto/angolo.
10. ansia
il resto di me è indietro
od oltre la porta al centro
nella stanza cranica pulsa
fra il sonno chimico e il vero
la realtà incorpora, intarsi d'ansia
bagna, si rende liquida
su occhi asciutti, bende, sospiro
numeri per ristabilire il battito
di ogni lenta goccia
al calare ancora vive
tutta l'inadeguatezza /l'indulgenza è in attesa
9.
Temere l'orizzonte
quando morde le labbra e,
incide appena la pelle
apparente tocco di bene.
Su i sorrisi scritti di domani
evaporano le gocce di mare
e altre sponde tracimano
dal margine
negli occhi scuri, nel respiro
sincopato
le fauci e le bende bianche
di parole strappate alla luna
versano polvere, sul corpo
rispecchia
non esaurisce desideri,
la conta intima della norma
è un pedaggio un appello
un manto, un drappo
l'umano strappo del timore
distende la notte sull'acqua
in rumori indifferenti.
8. Fede
All'evidenza delle mie mancanze
il preferire del dubbio, nulla
definisce l'indole minima al bene
e solo gioca
traccia l'aria agli occhi, di salire
il gradino in ombra su cui posare,
è un'altalena
quanto il roipnol, dell'adolescenza
incessante ritorno, saliva
nel sapore di vuoto
liquida l'ansia nel volo, poi
il primo incontro
intarsiò perle sulla pelle.
7. Sposa
L'aria della ginestra
solleva il velo nel giorno
adagio in spazi nuovi.
L'estate quotidiana
nella geometria del sole
delinea un'ombra obliqua, e
innocua posa sulla tua pelle
immobili minuti di quiete,
solleva, negli oggetti
un senso leggero
la stanza, impalpabile
cruna del tempo
quella tenerezza mai data
ora, solo ora è giovane
di ricordi e vento.
6. one time
Guardare dietro
adattarsi sulle orme
nei passi improbabili
i segni asciutti,
gli anni incompleti
bisbigliano il resto
i sogni?
Ho scordato il suono della radice
forse non ha valore
quanto penetra la terra
sollevando bordi magenta
e avversa il ciglio spoglio
intervalla il vuoto
l’abisso minimo di un rumore,
corpi incerti
frastagliano fra le ombre.
Declivio profondo il Verbo diverso
in crespe di destino sperse
tarda a quest’ora ogni grazia.
5. Indifferente
Indifferente
raccolgo il mare dentro suoni
per una ghirlanda di ciliegie
o un volo nel vuoto liscio di voce,
domani asseverando imperfetti difetti
di quella pietra mai tolta l'odio
di venature del blu o buio roco
4. respiro
...è perso in me un respiro antico
un credo che lascia il tempo nudo,
è il timore che la fronda di salice
mossa a riflesso sia certezza
scorre crespa fra labbra rosea,
è una piega idonea del fondo
senza ricordo o rimpianto.
Nella pupilla la luce assorbe, e
...staziona a debito nella vita
un biglietto o pegno, vie e vene
brume di rami soffusi al cielo
traboccano nel giorno
tondo come un bordo, lucida
libra sul piatto e sul palmo
non incide coscienza o livello.
(* riv.)
assorbe
...perso in me un respiro antico
un credo che lascia il tempo nudo,
è il timore che la fronda di salice
mossa a riflesso sia certezza
scorre crespa fra labbra rosea,
è una piega idonea del fondo
senza ricordo o rimpianto
respiro
nella pupilla che la luce assorbe
...staziona a debito nella vita
un biglietto o pegno, vie e vene
brume di rami soffusi al cielo
traboccano nel giorno
tondo come un bordo, lucida
la libra sul piatto e sul palmo
non incide coscienza o livello.
3. parole
E poi si parla
di tutto si parla e il niente
abbandonato sulle labbra
increspa e odora il visibile,
una circonferenza sul tempo
di sale e sabbia sparso
la circostanza del giorno
vissuto, ha amato e perso
su vestiti ripiegati nei cassetti
nel silenzio la luce sul letto
ferma un rumore d'abitudine,
assorbito, l'ultimo scritto
e le parole che tradiscono
il paradigma, ambisce ad altro
la vendetta del male fiorisce
al buio, come piccole lucciole
ingenuamente banali al gioco
sovrappongono un soffio al vento.
2. esserci
Persiste il vento, oltre il limite della notte
insiste fra i pini e il bianco cisto marino,
ora, che solo un soffio muove la polvere
mi sento incerto a porre lo sguardo altrove.
Veglia, nel suo fiorire l'unica proposta
denuda le ciglia il tuo esserci ed ogni passo
illeso alla soglia comprime sonno e veglia.
Un arco evidente è l'orizzonte sulla schiena
nell'ampio cerchio è effimero il mio centro.
1. scorrere
questo scorrere in superficie
spira la luce al fondo,
lì
di sole ed acqua riflessi,
incetta movimenti instabili
e mai vorrebbe il giorno
tremulo nello specchio,
segni d'ombra attorno
i veri veli discostano
lì
pregano i Santi, e
piegano certi gli anni al volto
arco, lesena e segno
il vorrei redente, ardente,
sdegno nell'amore
lega ancora più nero al legno
ogni foglia libra nel vento.
Tratteggia, occhi televisivi
l'opaco della sera versa
uno sciame di stelle in attesa
o pioggia di lacrime vuote.
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