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Riflessioni di Giugno

 












21.

Oltre le nostre parole
c'è una porta d'albergo
che segmenta le ore
assuefatte nella moquette
oltre le parole ancora piove,
spirometria di riflessi
immaginarti felice è un esame
nel respiro comune
ancora piove
Prova a entrare
Prova
l'ascolto minore del cuore
un assoluto eco di risposta
si assolve nelle scie delle ferite.

20.
Non ho altro da regalare agli occhi,
quel poco d'amore promesso
si è calcificato
lento sulle ossa
quel poco del mio amore ...
non rimargina il cielo
rimane un astratto di grigio
nei margini umidi come nuvole
si allontana, apre su panorami
senza un argine serale, dischiude
nuove correnti nei corpi e silenzi.

19.
la sofferenza serena dei Santi
l'estasi chimica della morte
o avverarsi in spazi angusti
delle grandi città l'indifferenza
l'apparenza che pervade il respiro
il breve deglutire dell'utero
una ciglia di spazio da rivivere
si posa irreale in sguardi bianchi
il fumo si dilegua nell'aria
la questua delle stagioni sversa
lacrime da un iride nero
forse tutto è contrario, e,
distratto il mio passo ed era l'unico
che un abbraccio comprende

18. (Simona)
sono caduto nel mio corpo,
una pioggia estiva,
e tu nel tuo in sorte unico
il valore dell'umore lucido
inaspettato e caldo
collima nel respiro
di foglia sperduta dal vento
è disordinato l'eccesso
per te
opposto alle ore, ai giorni
difetta, una primavera ingenua
ed i sorrisi allevia
in lineamenti ai rami inclini
i semi sulla pelle bacio

17. (Beatrice)
anche il nonsense mi ritrae
una sūra che incide la mente
radica permanenza come ombra
di troppi corpi, in bilico il mio
quando non intenerisce
la pelle consegna la misura
di matrice o madre
per l'assoluto o il neutro
si vede il vento dalla finestra
nei movimenti aprenti
non il tuo corpo ma il viso

16. Ricordo
La misura ora spergiura
su rivoli di pioggia discesa
il bordo già percorso, ha grate
di ghisa stampata la mancanza
del cielo si colora di neon
il fumo oleoso dell'asfalto
l'odore raccolto di fritto
il nulla su vetrine riflesso.
Il ferro con cui
ho rinchiuso
la carne
è un affilato specchio
lucido ricordo, non ricordo
l'erba quando profuma o cresce,
se il paradiso è giallo o celeste.
Tu, mi amerai ancora quando
tutto il buono diverrà niente?

15. Dimmi il tuo
Non mi è difficile
camminare su corde
tese le convinzioni
del palco ed il solfeggio
nell'aria buona, accordi
le quinte dal grigio combina
le nuvole con la polvere,
non cambia la pelle lo scritto
sfoglia una nuova serpe
permane sul foglio asciutto,
di te, le labbra amare
e il fumo del cedro orientale
di parole e lettere dimenticate.

14. (Katia)
Io non so
dei tuoi pensieri
del sorriso che avversa al fato
e la misura che declina è solco
il passaggio percorso
il muro più degno
o l'orizzonte più curvo.
Scorrere nei veli del sole
può recedere il trascorso
e scorgere, senza riservo, in erbe
il vento che turba e cresce,
rinnova la pioggia
nel cielo
una danza di rondine
naturale
qualcosa che al caso
impone un margine.

13. Due Madri o molte più
risorgere o rinascere
con nuovo karma ancora
insiste la gramigna sul mio corpo
una rete di rughe e pensieri ai bordi
riparano negli angoli della croce
le foglie autunnali, arrese
al cielo incline
di saziare la materia
l'anima ha sete.
(Dal matroneo sguardi lievi, abbandonati,
il sacrestano ha aperto il tabernacolo
il sacerdote attende la sua méssa
al sacro la vita ancora aspetta.)
Amore, stringimi di più
perché non basta il respiro,
sulle dune della pelle, del brivido
la notte inconsistente, è folle
il freddo che sento accanto.

12.
Il profumo di frumento
indora i campi in settembre
nel ventre sboccia la rosa.

11.
Su cristalli di vetro
lacrime di pioggia
tormentano l'autunno.

10. Prossimo
Un giusto accostare è chiudere
un'anta e l'altra ancora
il contrappasso riposto
somiglia alle more di bosco
odora di terra umida, calda
la luce iridescente
bagna superfici opache,
artificio di un volto diverso
vive in attesa
fra i colori d'ottobre
consegna lacrime incomprensibili
all'insistenza dei tarli,
sulla violacea venatura
un corpo
e un cono di polvere
stesso rumore.

9. Sorry for the summary
Vuole la foglia caduta vicina all'albero
una radice etica o meno vento?
è sacra la vita nel corpo
quando diffida la mente.
Aveva i capelli bruno
lunghi fino al sorriso
perso per sempre sul viso
...vorrei morire, oh my God!
benchè il dubbio sia atroce
un Cristo umano scelse
la croce.

(in ricordo di tutta la storia di Fabiano Antoniani)

8.
Sui cristalli di pioggia
il volto riflette
le lacrime abbandonate.

7. In superficie
Sentirsi, ma
avvertire solo un vuoto
scevro di respiro
e chiudere gli occhi
al buio, sfoglia sguardi
involge in rogo la mente
figura attimi, i ricordi
in superficie
senza profondità
di smarrimenti intimi
versa, l'essenza ultima
di un rovo vivo.

6. Cielo nero
Il “no” d'istinto
mi taglia il volto, il freddo
della lingua penetra
nell'acqua d'un inverno,
lenta e sgraziata filtrazione
di sguardi e vicoli umani
eppure è ancora giorno.
Sopra le contrazioni dei nervi,
su manto privo di gentilezza
né eleganza di un qualcosa,
veste un violento vento intorno
quando spezza
granelli di sabbia
nella paura che un onda non sia
Mare.

5.
La brezza placa i castagni
crepita nel silenzio
una luna infedele.

4.
(Vania)
Sospiri piano il passo
leggero a profondità,
un bacio di Dio
che nega celle alla follia
ma vede figli
al chiaro vetro dei volti
sfolti, i rami, nei ricordi
ritrovi segni e lacrime
ai piedi
una bruna radice in erba
le foglie degli anni, superba.
Giudica sentenza
al convenuto non distante
da quella cima verde
che senza eccezione arde
similmente al primo sole.

3.
a Te
pochi perché
ma Angosce
Tristezze
e Solitudini
dedico
Preghiere
Egoismo
passa
come ogni notte
come ogni attimo
ritorno
come Uomo
silenziosamente
a Te.

2.
Cristalli d'inverno sull'erba
il tempo
sospeso nell'azzurro il cielo.

1.
Catturare l'autunno
nel respiro
sospira le foglie il vento.



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