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-correvano gli anni 2010/11-

















su in alto fino a Genova
è lunga la strada
su in alto fino a Genova
sembra non finire
anche quando finire
è fra strade affogate
e sorrisi di sole,
anche quando finire
mi separa nel poco
e nel tanto, sorrido
città mancata
o forse maledetta,
abbondi di carne
nell'umanità che manca
ed è così triste vederti
morire nella terra
mentre in viscere
nel moto che dalle onde
trasporti in asfalto
il profumo del mare
e il colore, scompare
senza amore
-*-
Un'ipotesi di equilibrio
il grado di forza freddo
sferza su scogli e spiaggia nuda.
Un'aria che rigenera,
anche se un soffio non è vento
anche se non dissipa le nuvole.
Raccolto vivo, una gioia nuova,
sazia la terra quel rivolo
intimo di un sorriso.
Uguale a rampicante su muro
brunastro, un ghirigoro di parole,
lente sulle ragioni
giro e rigiro tra le dita.
-*-
confondo le parole con il respiro
e la ragione, gela intimi sigilli
regno d’orgoglio e asprezza quella vetta
temo ogni tempesta, quando non mi uccido,
nessuna pena o spina da regalare, ma
ricordi contorti di stagioni irregolari
viali opachi di nebbia, fitte trami
a coprire innessioni di pioggia e rumori
ed un trascorrere che troppo incorre
sul corpo ora, disegno cuori, e
fantasie di primavere colorate,
puro, di vita in spergiuri
e immemore di colpe

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