
Ogni sorgente ha un centro
e questa città che illumina
gradini e palazzi, differenzia
l'umano che si scalda di un passo svelto
indifeso da altre mani lacrima
vitrei occhi dei vecchi
che assottiglia dolore alla pazzia.
Nelle pietre delle piazze
ancora si filano racconti,
scorrono sul display dita
un labirinto opaco prestigio
di nebbia e di lavanda.
In molte donne, non basta
la cura per le mani
distante dedicano alla libertà
un sorriso che sfoglia
la soglia del bosco ha un buio in avanti
rasente al giorno
come la notte che attende.
Diversamente guarda
diversamente guarda morire un graffio
un trauma ripetibile
nelle buche di sere secche d'autunno
ancora non conta
un abbraccio un bisogno
un indice di ricerca della felicità.
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