quel silenzio che conto nelle gocce di nebbia è un'abitudine se quello che ho nel petto aderente alle vene fra gli spasmi di un buio sul corpo che senti nei panni che svesti infine penetra fra le parole in bocca tiene la notte per mano amandosi come si può
Poi i nostri occhi hanno continuato a guardarsi come nelle giornate di sole e nei fili di brezza serale oltre e distante ci univa il vento oltre il grigiore della pioggia il peso delle ciglia quando riluce su finiti punti della vita sorride.
Al tuo respiro nel petto il moto di un mare dolce mi adatto al buio innocente dei sogni ai cerchi dell'acqua alla conta verde degli anelli all’abisso minimo di un rumore eppure levigo sulle macerie le opposizioni, e nel dare un nome ai sentimenti che cibano l'odio e le paure il non voler soffrire stanotte inghiotte le punte delle spine.