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cuore e corpo

ritornare al mio silenzio  e al nostro corso su due cigli in questo grigio di parole affondo in questo sottovia 

Ogni sorgente ha un centro

Ogni sorgente ha un centro  e questa città che illumina gradini e palazzi, differenzia 

Vorrei che i miei occhi

vorrei vederti nei miei occhi  e nei vent'anni farti vedere 

quel silenzio che conto

quel silenzio che conto  nelle gocce di nebbia  è un'abitudine  se quello che ho nel petto  aderente alle vene  fra gli spasmi di un buio  sul corpo che senti  nei panni che svesti  infine penetra  fra le parole in bocca  tiene la notte per mano  amandosi come si può 

Poi i nostri occhi

Poi i nostri occhi   hanno continuato a guardarsi  come nelle giornate di sole  e nei fili di brezza serale  oltre e distante ci univa il vento  oltre il grigiore della pioggia il peso delle ciglia quando riluce su finiti punti della vita sorride.

Sono qua

Sono qua  nelle ombre mosse 

Al tuo respiro nel petto

Al tuo respiro nel petto  il moto di un mare dolce mi adatto  al  buio innocente dei sogni ai cerchi dell'acqua alla conta verde degli anelli all’abisso minimo di un rumore eppure levigo sulle macerie le opposizioni, e nel dare un nome ai sentimenti che cibano l'odio e le paure il non voler soffrire stanotte inghiotte le punte delle spine.