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Visualizzazione dei post da febbraio, 2022

Amaro

    (Siamo prossimi a chi  ama su lesene antiche) 

Riflessioni di Settembre

* 21.  Ho voglia di dormire o rimanere  sulla soglia della porta del mare  risacca di stelle, nella notte vederti  ancora qui nell'attesa dei ricordi -direbbero una concertazione  di diotrie estese nel profumo delle lenzuola   e poi dimenticare, scordarsi il bene   e i giorni di ottobre, di pioggia non ancora invernale,  delle labbra morse nei sorrisi dopo l'amore.  La voglia di trattenere nella nebbia l'indice umano,  -direbbero uno scostamento  quel siero amaro che non si addice al perdono quel consapevole timore di avere baciato un errore al silenzio, bianco convolvolo nato tra i farmaci lega di doppie negazioni la realtà un male semplice che odora le strade che si meraviglia della luna e dell'ordinario che altera la vita. 20. Cuneo comprensivo Lasciarsi l'angoscia dopo il caffè e neanche un grattacielo riflesso solo un semitono di dubbi e di versi reticolo pulsante di ventricoli acerbi un interscambio aereo soppresso e...

Un ipotesi di equilibrio

  Un ipotesi di equilibrio il grado di forza freddo  sferza  su scogli e spiaggia nuda. Un'aria che non rigenera, anche se un soffio non è vento anche se non dissipa le nuvole. Raccolto vivo, una gioia nuova, non sazia la terra, quel rivolo  intimo di un sorriso. Uguale a rampicante su muro  brunastro, un ghirigoro di parole, lente delle tue ragioni giro e rigiro tra le dita.

Riflessioni di Ottobre

21. Tutto quello che ci siamo tolti molto mi somiglia, nei passi tra i sassi, nell'erba dei bordi.

Dimmi se

  Dimmi se si sommano i volti in tutti quei numeri se si appartengono solo le coincidenze ossigeno l'ultimo crollo di un ventricolo.

Riflessioni di Gennaio

*Ricordi 19. Anima Ti ho visto dentro quel riflesso, gridare e piangere, cercare un conforto che non sai chiamare. Smarrito, sordo nei labirinti di un piano qualunque, nell’ovattato silenzio di un albergo. ​Ho visto il palmo asciugare il viso e le mani strette chiudere urla. Hai reso il dolore un luogo intimo: non restituisce, non cede e non toglie. ​Ho visto, in quegli occhi, annegare il fiato dell’anima senza una chiave d'approdo. 18. Sono qua nelle ombre mosse una luce artificiale e nuove forme camminano nei miei passi, ai fianchi porgo l'ascolto alle parole quando si infiamma l'anima e diventare cenere, grigia è il tenere fuori le paure, il patire nei propri confini manca dell'attesa di Perseo e su ogni riflesso premia come una sfera del destino prevede il silenzio. 17. Il seno caldo dell'amore e le costellazioni della pelle luccicano il corpo, il nostro tempo non sa le lacrime cosa contengono. 16.Tendenza Gli atti mai scritti e quelli non visti il ...

Riflessioni di Novembre

20. Il cielo ha cambiato colore Quando il respiro ci assale d’improvviso, il cielo cambia colore sotto i nostri occhi lucidi; nel filo delle lame delle parole sfilano, come giorni, gli ultimi storni, disegnano geometrie mobili, impazziti nelle ombre delle nuvole, mentre il ventricolo sinistro del cuore sarà il primo e l’ultimo a soffrire. Nel freddo calcolo preventivo le trincee si bagnano del mondo. È molto tempo che non dico di amarti; preferirei, in inverno, ascoltare i tuoi sorrisi, avere un ricordo da guardare, un timido cenno di caldo, come in Vivaldi, quando il respiro ci assale. 19. Così il vento nuovo di gennaio  come le nostre note giovanili sono  una bianca brina di ricordi parlami, parlami come una figlia di Tebe nella notte, il giorno ha un solo cielo raccolto in anfora che specchia la sua bocca al sole. 18.  Permane nelle cave umide il vento che fende l'inverno, a non finire mai l'impronta circonda il bordo e cadono le cose lievi, laterali tenui, così uguale...

Riflessioni di Febbraio

*La finestra della Legge 20. ritorno ritornare al mio silenzio al nostro corso su due cigli in questo grigio di parole affondo fra cuore e corpo innaturali abissi del buio e nel veleno gonfio della notte passa illusoria ogni certezza     i miei sono tempi d'affetto, nuovo come Ulisse nel bianco del volto cercava in se la terra amata 19. quel silenzio che conto nelle gocce di nebbia è un'abitudine se quello che ho nel petto aderente alle vene fra gli spasmi di un buio sul corpo che senti nei panni che svesti infine penetra fra le parole in bocca tiene la notte per mano amandosi come si può 18. Io non ho guardato la luna  Anche tra le lenzuola  litigano i pensieri strappati  sulle promesse ci sono viaggi di lacrime  un sapore disorienta linee, una metropolitana sulle labbra  obliteri il linguaggio in carta di riso. La camera è chiusa di buio cobalto mi chiedi se sono triste,  io non credo che guarderò la luna. 17. Tre righe e un urlo "Ma che senso h...